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Una lingua di vite vissute

Venerdì 25 Ottobre 2013, ore 17.00
Archivio Storico (Via Torricelli 58/A) - Empoli

A CURA DELL'ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI EMPOLI

Un gruppo di ricercatori e accademici della Crusca, Neri Binazzi, Matilde Paoli, Teresa Poggi Salani e Maria Cristina Torchia, intratterranno su Una lingua di vite vissute: il Vocabolario del fiorentino contemporaneo.

Il Vocabolario del fiorentino contemporaneo è un progetto pluriennale dell’Accademia della Crusca, nato nel 1994 per volontà dell'allora Presidente Giovanni Nencioni, che si propone di documentare tutta quell’area del repertorio lessicale in cui al giorno d’oggi “lessico fiorentino” e “lessico italiano” non si sovrappongono per intero.  Seggiola, per esempio, è una parola che continua a essere conosciuta senz’altro in tutta Italia e tuttora registrata dai principali dizionari, ma che al tempo stesso viene sempre più riconosciuta come toscanismo, rispetto a sedia, percepita, ormai anche a Firenze, come la parola italiana “senza aggettivi”.

Avendo per obiettivo la messa a fuoco di ciò che, conosciuto e in uso a Firenze, non possiamo attribuire anche all'italiano contemporaneo, il Vocabolario contiene non soltanto voci della fiorentinità più tipica (roventino 'frittella di sangue di maiale'; trombaio 'idraulico', per esempio), ma anche voci che Firenze condivide con la Toscana, o con alcune sue parti di essa (si pensi ad acquaio 'lavandino della cucina', ciuco 'asino', granata 'scopa', e così via).

 

Il volume Parole di Firenze, di 460 pagine, presenta una selezione di circa 900 voci ed espressioni raccolte con interviste sul campo, dalla viva voce dei parlanti nei quartieri fiorentini di Santa Croce, San Frediano e Rifredi.Ogni voce ed espressione audioregistrata è stata poi trascritta nel Vocabolario insieme ad ampi contesti di parlato.

Attraverso le pagine del volume il lettore può così ritrovare il fiorentino come la lingua intera, viva e parlata oggi a Firenze. Il volume infatti vuole essere qualcosa di più di un dizionario dialettale, non un mero repertorio delle voci di un tempo che fu, degli stereotipi linguistici e dell’espressività locale, ma una raccolta viva di parole del fiorentino di oggi, illustrata da ampi contesti di parlato  godibili anche da parte dei non addetti ai lavori.