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Il pellegrinaio di Santa Maria della Scala di Siena​

Venerdì 13 Marzo 2015, ore 17.30
Biblioteca comunale - Colle di Val d'Elsa

Società Storica della Valdelsa

CONFERENZA

GABRIELLA PICCINNI, Immagini di vita quotidiana in un ospedale medievale: il pellegrinaio di Santa Maria della Scala di Siena

Argomento della conferenza:
Gli ospedali medievali rivolsero la propria attività a uno spettro ampio di destinatari (bambini abbandonati, anziani, poveri, impoveriti, viaggiatori e pellegrini, vedove, fanciulle senza dote, partorienti, malati acuti e cronici, come i lebbrosi), erogarono varie forme di servizi differenziati e gratuiti, come ricovero, sostegno materiale e morale, elemosina in cibo e vestiti, anche a domicilio, cure mediche, doti, letti per i viaggiatori. Contribuirono anche alla costruzione di un ‘futuro’ per i bambini abbandonati dai genitori (nel lavoro, nel matrimonio, nel convento o come figli adottivi all’interno di una nuova famiglia) e talora offrirono a persone pure benestanti ma in difficoltà per l’età avanzata o per una sopraggiunta solitudine familiare (coppie di coniugi anziani, vedove o vedovi) camere o piccoli appartamenti in cambio del dono di un proprio bene, oppure di un deposito di denaro. Tutto ciò è ampiamente testimoniato nella documentazione dell’ospedale senese di Sanata Maria della Scala ma è anche ricostruibile attraverso una serie di stupende immagini.
Tra il 1434 e il 1444 infatti tre pittori senesi, Lorenzo di Pietro detto il vecchietta, Priamo della Quercia e Domenico di Bartolo, artisti noti a Siena e anche aggiornati sulle novità stilistiche che si stavano diffondendo a Firenze, ricevettero l’incarico di notevole importanza della decorazione pittorica della sala principale dell’ospedale senese, chiamata pellegrinaio. L'idea era di fare di quello spazio, austero e solenne, non solo il luogo di accoglienza dei viandanti e dei malati, ma anche un luogo di rappresentanza nel quale fossero esaltate la grandezza e il prestigio dell’ospedale e celebrate la pietà, la carità, la munificenza, l’accortezza amministrativa dei suoi rettori.
Lo schema iconografico prevede nella parete destra la cura e l’assistenza ai malati, l’elemosina del pane, l’assistenza ai bambini abbandonati. Sulla parete sinistra invece leggiamo la storia istituzionale dell’ospedale: la leggenda della fondazione ad opera di un calzolaio (il beato Sorore), l'elemosina del vescovo per sostenere l’ampliamento edilizio, l’investitura del rettore, infine la concessione del privilegio di autonomia all’ospedale da parte di papa Celestino III. I contenuti, anche di dettaglio, delle immagini dell’una e dell’altra parete possono essere facilmente confrontati con le informazioni che provengono dalla documentazione scritta, fornendoci contemporaneamente uno spaccato delle forme molteplici dell’assistenza in un ospedale e numerosi spunti per ricostruire aspetti della vita di una città medievale.